Itinerari Italiani: Campania. Film documentario pellicola 16mm anni 50 di Fosco Maraini, a cura di Bianca Lattuada

La custodia metallica contenente la bobina 16mm originale.

Il filmato che presento in questo articolo scaturisce dal recupero di una pellicola 16mm “Gevaert” (gruppo Agfa) dei primi anni cinquanta (l’anno di produzione dell’opera è il 1953) di stampo documentaristico, corredata dal commento audio originale (a causa di alcune limitazioni dell’attrezzatura amatoriale Telecinema di cui dispongo devo gestire il processo di digitalizzazione in due distinte sessioni per la parte video e quella audio e successivamente in sede di editing e montaggio provvedere alla fusione ed allineamento delle tracce acquisite, il che può dare luogo a qualche fenomeno di audio leggermente fuori sincrono rispetto la ripresa originale).

Fotogramma del filmato 16mm: il “safety” impresso sul margine della pellicola, inerente la maggiore sicurezza di questa generazione di pellicole in acetato rispetto quelle degli anni precedenti a base dell’instabile ed infiammabile nitrato, stride decisamente con questa immagine che raffigura le precarie condizioni di lavoro dell’epoca, che erano tutt’altro che sicure…

Nell’opera, della durata di circa 12 minuti, sono documentate alcune delle opere di ricostruzione ed innovazione che interessarono la regione Campania nel periodo successivo alla fine della seconda guerra mondiale. Le immagini accompagnano lo spettatore attraverso paesaggi marcatamente segnati dalle profonde ferite inferte dal sanguinoso conflitto: le scene iniziali mostrano infatti le rovine del vecchio abitato di San Pietro Infine, località in provincia di Caserta che testimonia in modo inequivocabile le conseguenze della violenza bellica essendo stata rasa al suolo dai bombardamenti del 1943 (che Gino Visentini, autore del  commento audio, definisce “un uragano di fuoco”).  

Il filmato è stato proiettato in anteprima il 15 febbraio 2019 presso il Centro Meridionale di Educazione Ambientale di Sorrento in occasione della rassegna “Ambienteria” a cura del CMEA e della Associazione culturale ed escursionistica Ulyxes.

Il documentario contiene vedute e scorci di varie altre località campane così come si presentavano agli inizi degli anni cinquanta: Avellino, Salerno, la Costiera Amalfitana, le aree archeologiche di Paestum e Pompei (con una inedita testimonianza del trasporto da Pompei verso Castellammare di Stabia della terra rimossa nel corso delle nuove campagne di scavi ed utilizzata nell’ambito dell’opera di bonifica della zona acquitrinosa di Schito, attività poeticamente descritta dal Visentini: “i carichi di terra partono da Pompei per far tacere i ranocchi che ancora gracidano degli ultimi pantani del basso Volturno”).

Non manca ovviamente Napoli, raffigurata mediante pittoresche scene di vita quotidiana in un epoca caratterizzata dal vivace contrasto tra gli ultimi scampoli di usi e costumi del passato (i pescatori che tirano a terra le imbarcazioni a forza di braccia) e le diffuse testimonianze della ormai preponderante modernizzazione (l’aumento del traffico cittadino, gli edifici multipiano dell’edilizia popolare), il tutto punteggiato da componenti folkloristiche che ancora resistono oggigiorno, seppure sempre più rare, in varie località campane (es. la passeggiata in carrozzella)…

La cinepresa cattura anche immagini del porto di Napoli, mostrandoci un contesto ben diverso dal desolante scenario di dieci anni prima, quando l’area si presentava in uno stato di totale distruzione, con le infrastrutture a pezzi ed i bastimenti semiaffondati e devastati (come drammaticamente documentato nel reportage “Naples is a battlefield”, oggetto di un mio precedente articolo). La nave che si vede manovrare in fase di attracco presso la stazione marittima dovrebbe essere, dalle mie ricerche effettuate, il transatlantico “Saturnia” o la gemella “Vulcania”, entrambe a quei tempi in servizio di navigazione sulla rotta Genova-Napoli-New York per conto della compagnia armatrice Società Italia di Navigazione (che aveva in organico anche l’Andrea Doria, protagonista di un mio passato lavoro di digitalizzazione), come attestato anche da alcuni depliant dell’epoca qui riprodotti (grazie alla disponibilità del collezionista svedese Bjorn Larsson che nel 2015 mi ha generosamente concesso il libero utilizzo del suo materiale iconografico).

depliant 1953 Italian Line

depliant 1953 Italian Line

depliant 1953 Italian Line

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Il filmato si conclude con le immagini della inaugurazione da parte dell’on. Alcide De Gasperi della nuova centrale termoelettrica “Maurizio Capuano” sull’arenile di Vigliena nell’area di San Giovanni a Teduccio (Na).

Buona visione !

Ludovico Mosca About the author

Sono un collezionista di stampe, libri, foto d'epoca e film amatoriali ambientati in Italia, principalmente in Campania (Napoli, Vesuvio, Pompei, Sorrento, Capri, Ischia, Amalfi) e nutro interesse anche per i testi le immagini ed i filmati ambientati in altri luoghi, anche esteri. Lo scopo del mio blog è divulgare la storia, le bellezze ambientali ed architettoniche e le tradizioni di vari luoghi. Posseggo libri illustrati, cartoline, diapositive (sia le tradizionali Kodachrome e simili che lastre in vetro, anche del tipo da "lanterna magica") negativi fotografici, foto tradizionali, film su nastro (vhs, video 8, betamax etc.) e su pellicola in formato 8mm, Super 8mm e 16mm, a partire dal diciannovesimo secolo (attualmente il supporto più antico della mia collezione è una lastra fotografica che riproduce una veduta di Sorrento databile tra il 1865 ed il 1875) sino agli anni del 1980. Effettuo in proprio, con attrezzature semi-professionali da hobbista, le digitalizzazioni dei vari supporti presenti nel mio archivio, dedicando a questa passione gran parte del mio tempo libero e spinto da una costante curiosità verso i costumi e le tradizioni del passato. La famiglia di mio padre Giuseppe è originaria di Gragnano, in provincia di Napoli, cittadina famosa per la produzione della pasta, i "maccheroni" ed altri formati, e del vino.

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